La chiesa da 14 milioni di euro

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Tempio di Dio o tempio degli uomini?

Nel nuovo quartiere Firmian sta per essere inaugurata una chiesa “ipertecnologica”, dai costi esorbitanti: si parla di 12 o forse 14 milioni di euro. La domanda che ci sorge immediata, spontanea, è: perché? Era proprio necessario spendere quei soldi? Ma soprattutto, cosa c’entra tutto questo con la chiesa di Cristo?
La chiesa, cioè l’insieme dei credenti in Cristo, è quel popolo che Dio si è acquistato con il suo sangue (“…la chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il proprio sangue” - Atti 20:28), per mezzo del sacrificio d’amore di Cristo (“Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei” - Efesini 5:25). Questa è la chiesa che Cristo ha edificato (Matteo 16:18), non l’edificio. I suoi mattoni sono fatti dai credenti, non da forati o da cemento: “Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare, sulla quale l’edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore. In lui voi pure entrate a far parte dell’edificio che ha da servire come dimora a Dio per mezzo dello Spirito. …anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale” (Efesini 2:20-22; 1 Pietro 2:5).

Le prime chiese si riunivano nelle case (Romani 16:5; 1 Corinzi 16:19; Colossesi 4:15; Filemone 2). Poi, crescendo il numero dei credenti, si riunivano all’aperto o in locali usati allo scopo. L’edificio materiale serviva e deve servire solo da involucro. Funzionale, dignitoso, accogliente, rispettoso delle norme di legge, ma solo un involucro.

La presenza di Cristo nella comunità cristiana è garantita dalla presenza dei credenti, in cui vive lo Spirito Santo, non dal luogo in cui la comunità si ritrova: “Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Matteo 18:20); “Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (1 Corinzi 3:16). Se lo Spirito di Dio, donato a tutti coloro che accettano con un atto di fede Gesù come proprio Salvatore e Signore, non c’è, non c’è nemmeno la chiesa, non c’è presenza di Cristo. “Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui.” (Romani 8:9). Possiamo costruire tutti gli edifici del mondo, tutte le cattedrali più splendenti, possiamo mettere loro il nome di “chiesa”, riempirli di simboli “cristiani”, ma sarà solo ed esclusivamente la presenza dello Spirito di Dio nel cuore dei singoli mattoni spirituali che permetterà la presenza di Cristo, che farà di quel luogo una chiesa.

La samaritana chiese a Gesù quale fosse il luogo giusto dove adorare ed egli le disse: “l’ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre… l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori.” (Giovanni 4:21, 23).

I suoi discepoli si stupivano della grandezza e della maestosità del tempio fatto ricostruire da Erode a Gerusalemme: “Mentre alcuni parlavano del tempio, di come fosse adorno di belle pietre e di doni votivi, egli disse: «Verranno giorni in cui di tutte queste cose che voi ammirate non sarà lasciata pietra su pietra che non sia diroccata».” (Luca 21:5-6).

Il tempio fu distrutto, ma nacque la chiesa. Non di pietra, ma di esseri umani rigenerati dallo Spirito Santo.

Sarà la ricchezza ostentata, i banchi di legno di acero, le pareti di cedro, la tecnologia avanzata di un edificio ad avvicinarci a Dio? Ci servono 14 milioni di euro, per riunirci ad adorare il Signore?

Sono stati i soldi quelli che hanno permesso la nostra salvezza? “Sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia.” (1 Pietro 1:18-20).

Sarà lo splendore di un edificio che ci avvicinerà a colui che quando è venuto sulla terra ha dovuto accontentarsi di una mangiatoia in una stalla (Luca 2:7) e che non aveva “dove posare il capo” (Matteo 8:20)?

C’era una volta il tempio di Dio, fatto di muratura. Dio garantiva la sua presenza in quel luogo a certe condizioni: “se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, perdonerò i suoi peccati e guarirò il suo paese. I miei occhi saranno ormai aperti e le mie orecchie attente alla preghiera fatta in questo luogo; infatti ora ho scelto e santificato questa casa, perché il mio nome vi rimanga per sempre, e i miei occhi e il mio cuore saranno qui per sempre… Ma se vi allontanate da me … respingerò dalla mia presenza la casa che ho consacrata al mio nome” (2 Cronache 7:14-16; 19-20).

Non è l’edificio, ribadiamo, a garantire la presenza di Dio. Ora quel tempio siamo noi. Se crediamo in lui lo Spirito Santo farà del nostro corpo il suo tempio, la sua dimora. Ricerchiamo quel Gesù che può donarcelo, come promise ai suoi discepoli: “Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore perché sia con voi per sempre: lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.” (Giovanni 14:14-17).

E poi riuniamoci. In casa, in un prato, in un edificio qualsiasi. E lì adoriamo il Signore che vive in noi e in mezzo a noi. Con i soldi risparmiati… guardiamoci attorno, forse qualche idea su come utilizzarli ci viene in mente. Magari per la struttura per gli anziani che dovrebbe sorgere lì davanti alla chiesa da 14 milioni di euro…