Giovanni 3:3

Gesù gli rispose:"In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio".

 

1 Pietro 1:3

Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella Sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti.

 

2 Corinzi 5:17

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.

 

Il computer è il mio pastore...

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Parafrasi moderna (e triste) del Salmo 23Chi conosce un po’ la Bibbia sa che il Salmo 23 (o 22 in alcune versioni) è quello splendido poema scritto da un giovane pastore di pecore, Davide, in onore del Sommo Pastore, Dio. Un salmo che parla di qualcuno che ti è sempre vicino, che ti accompagna tutti i giorni della tua vita, dandoti quello che ti serve e cerchi, con abbondanza. In vari hanno già parafrasato questo salmo, applicandolo a diverse situazioni. In internet gira una versione riferita alla televisione come pastore. Qui ne diamo una variante, riferita al computer. Non il computer prezioso strumento di lavoro e svago, ma il computer come veicolo, come guida verso la perdizione, grazie soprattutto a internet e ad altri strumenti elettronici. Il computer è il mio pastore...

Il computer è il mio pastore:
nulla mi manca.
Mi fa navigare in siti oscuri,
mi guida lontano dalla fede.
Riempie di virus la mia anima,
mi conduce per sentieri di pornografia e violenza,
per amore di internet.
Quand’anche camminassi nella valle senza campo per il cellulare,
non temerei alcuna interruzione,
perché il wireless è sempre con me.
Il tuo mouse e il tuo joystick sono quelli che mi consolano.
Tu apparecchi davanti a me un mondo virtuale,
al cospetto dei miei avatar nemici.
Tu riempi il mio tempo con i post di Facebook;
la mia casella email trabocca.
Certo, pigrizia e ignoranza mi accompagneranno
tutti i giorni della mia vita;
e io dimorerò nella casa del Grande Fratello
per lunghi giorni.

Aberrante? Esagerato? A voi giudicare. Limitiamoci ad alcune osservazioni che riguardano solo gli adolescenti:

- Una ricerca del 2009 ha evidenziato che le parole più digitate dagli adolescenti in internet sono: 1. Youtube 2. Google 3. Facebook 4. sesso 5. Myspace 6. porno. Tenendo conto che 4 su 6 sono siti da cui partire per cercare notizie, video e amici nei vari social network, le due vere parole più cliccate sono sesso e porno. Che tipo di approccio con la sessualità potranno avere gli adolescenti che hanno come modello quello che i siti collegati a queste due parole propongono?

- Un’altra ricerca, più recente, ha fatto emergere un altro dato su cui riflettere: oltre il 10% degli adolescenti che navigano in internet è vittima di quello che viene definito cyber-bullismo, vera e propria forma di violenza psicologica informatica. La ricercatrice Ann Frisén, docente di psicologia all’Università svedese di Gothenburg, che ha condotto l’indagine, ha affermato che “…le vittime del cyber bullismo non hanno alcun rifugio, possono essere importunate continuamente via sms, email, sul web, dove le informazioni si diffondono in maniera estremamente rapida e sono difficili da rimuovere. Inoltre è sempre molto difficile rintracciare l’autore del reato”. Basta inserire un dato offensivo o falso su Facebook e un ragazzo rischia di trovarsi addosso un marchio quasi indelebile, oggetto delle derisioni e, talvolta, vere e proprie violenze da parte della cerchia degli ‘amici’ del social network.

- Altri studi fanno riflettere sulla dipendenza da internet dei ragazzi. Una dipendenza vera, come quella da alcool o droga, che porta anche un significativo aumento delle depressioni come conseguenza del forzato distaccamento da internet.

Pochi, pochissimi esempi di un fenomeno vastissimo e estremamente complesso. Se internet sostituisce la famiglia, la scuola, gli stessi amici (quelli in carne ed ossa) e diventa ‘pastore’, conduttore dei nostri figli (e, spesso, anche nostro!) cosa possiamo aspettarci?

Noi preferiamo aggrapparci al Pastore della versione originale del Salmo 23, scritta dal giovane Davide, che potete leggere qui sotto, mentre siete al computer, collegati a internet... (sì, si può usare anche per il bene!!!).

Il SIGNORE è il mio pastore: nulla mi manca.
Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli,
mi guida lungo le acque calme.
Egli mi ristora l’anima,
mi conduce per sentieri di giustizia,
per amore del suo nome.
Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte,
io non temerei alcun male, perché tu sei con me;
il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.
Per me tu imbandisci la tavola
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo; la mia coppa trabocca.
Certo, beni e bontà m’accompagneranno
tutti i giorni della mia vita;
e io abiterò nella casa del SIGNORE
per lunghi giorni.

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