Giovanni 3:3

Gesù gli rispose:"In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio".

 

1 Pietro 1:3

Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella Sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti.

 

2 Corinzi 5:17

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.

 

Giustizia è fatta! (?)

E-mail Stampa PDF

Felicità per la morte del nemico?L’uccisione di Osama Bin Laden, capo del gruppo terroristico islamico di Al Qaeda, ha suscitato ovviamente grande scalpore in tutto il mondo. Il presidente americano Barack Obama, nell’annunciare l’avvenuta esecuzione, ha dichiarato che “Giustizia è fatta!”. Immediate le manifestazioni di giubilo del popolo americano, sceso nelle piazze a festeggiare. Ovviamente comprendiamo quello che Al Qaeda abbia significato per gli Stati Uniti, in particolare in riferimento all’attentato dell’11 settembre 2001, ma ci chiediamo se il concetto di giustizia umana sia così unilaterale, solo ad appannaggio di una parte (in questo caso gli USA) contro un’altra, spesso definita con enfasi anche la lotta del “Bene” contro il “Male”.

Come credenti cristiani crediamo fermamente che la vera giustizia risieda solo in Dio.

“… il SIGNORE desidera farvi grazia, per questo sorgerà per concedervi misericordia; poiché il SIGNORE è un Dio di giustizia. Beati quelli che sperano in lui!” (Isaia 30:18)

Sebbene Dio abbia previsto delle autorità umane che amministrino la giustizia, pensiamo sinceramente che ben poche volte coloro che sono al potere ricerchino in Dio e nella sua Parola la guida, le indicazioni e la guida per amministrare la giustizia nel modo giusto. Siamo ovviamente riconoscenti verso tutti coloro che, nel rispetto di leggi eque, si impegnano nell’applicare la giustizia umana con onestà e impegno. Troppo spesso però i potenti della terra, anche quelli che si definiscono cristiani, agiscono come quei “zelanti senza conoscenza” di cui parla l’apostolo Paolo, dei quali ci dice che: “ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio” (Romani 10:3).

Il desiderio di fare giustizia spesso nasconde una malcelata sete di vendetta, di giustizia sommaria. Lasciando ora da parte le azioni dei capi delle nazioni e venendo a noi, ai nostri sentimenti: siamo contenti della morte del “nemico”, così come ci è stato presentato, al punto da gioire della sua morte? Ricordiamoci delle parole che ci rivolge la Parola di Dio: “l’ira dell’uomo non compie la giustizia di Dio” (Giacomo 1:20).

Lo stesso Dio, il quale, per bocca di Paolo, dice a quelli che credono in lui: “Non fate le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all’ira di Dio; poiché sta scritto: «A me la vendetta; io darò la retribuzione», dice il Signore” (Romani 12:19), è quello che anche afferma: “Com’è vero che io vivo”, dice il Signore, DIO, “io non mi compiaccio della morte dell’empio, ma che l’empio si converta dalla sua via e viva” (Ezechiele 33:11).

Come cristiani ovviamente piangiamo per tutti coloro che sono vittime di ogni empietà compiuta, per tutti coloro che muoiono ingiustamente, ma vogliamo riservare la nostra gioia, mentre siamo su questa terra, per la conversione dell’empio, non per la sua esecuzione.

Ogni vero credente è “assetato di giustizia” (Matteo 5:6), ma permetteteci di avere qualche dubbio che la giustizia messa in atto sulla terra sia sempre fatta da coloro che, pur mettendosi dalla parte dei giusti, lo siano poi veramente. Ecco perché ci fidiamo di più della giustizia di Dio, di quella che verrà, della quale saremo saziati e per la quale ci rallegreremo.

“Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia.”
(2 Pietro 3:13)

Ti trovi qui Giustizia è fatta! (?)