Corno d’Africa: diamo i numeri

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La follia della diseguaglianza308 milioni di dollari: è il costo dell’aereo ipersonico costruito dal Pentagono e precipitato in mare nei giorni scorsi. Con un decimo di questi soldi si garantirebbe la sopravvivenza per i prossimi 3 mesi a 11 milioni di persone colpite dalla siccità nel Corno d’Africa.
35.000 litri: è il consumo giornaliero pro-capite di acqua di un cittadino nordamericano o giapponese. È invece di 3 litri l’acqua a disposizione ogni giorno per una persona in un campo profughi nel Corno d’Africa. Mezzo litro per chi vive fuori dai campi… Stiamo dando solo dei numeri, o il mondo sta dando i numeri?

In un mondo in cui il profitto è l’unico motore trainante, dove dobbiamo per forza “crescere” ogni mese più dell’altro (cioè consumando ogni mese di più del mese precedente), dove il divario ricchi-poveri si allarga sempre di più, dove possono ancora succedere tragedie come quella che si sta consumando nel Corno d’Africa, non possiamo fare a meno di essere d’accordo con le parole della Bibbia: “l’amore del denaro è radice di ogni specie di mali” (1 Timoteo 6:10).
Cos’è infatti tutto questo se non una sciagurata gestione delle risorse del pianeta a favore esclusivo di una minoranza avida e che non intende intaccare il proprio status sociale? Il denaro è il mezzo indispensabile per mantenere il proprio, esagerato, stile di vita e quindi ogni mezzo è lecito per impossessarsene e per accumularne sempre di più, anche se questo è a discapito di altri. Il mio è mio, e il tuo deve diventare mio, affinché possa aumentare ciò che è mio. E una volta mio, il denaro deve rimanere nelle mie tasche, o finire nelle tasche di coloro a cui io voglio darlo per i miei divertimenti e sprechi.

Questo per la minoranza dorata di questo mondo. Poi ci sono i 467,43 euro della pensione minima di migliaia di italiani e il dollaro (scarso) al giorno del 56% del mondo.

La prima chiesa cristiana, quella nata dall’opera di Gesù, aveva invece dei principi di distribuzione del denaro ben chiari: “…non si tratta di mettere voi nel bisogno per dare sollievo agli altri, ma di seguire un principio di uguaglianza; nelle attuali circostanze la vostra abbondanza serve a supplire al loro bisogno, perché la loro abbondanza supplisca altresì al vostro bisogno, affinché ci sia uguaglianza, secondo quel che è scritto: «Chi aveva raccolto molto non ne ebbe di troppo, e chi aveva raccolto poco non ne ebbe troppo poco».” (2 Corinzi 8:13-15).
Il sistema funzionava, al punto che “… non c’era nessun bisognoso tra di loro…” (Atti 4:34).

Non era comunismo dove, per dirla con Orwell, “tutti sono uguali, ma qualcuno è più uguale dell’altro”, ma reale convinzione che è meglio vivere in un mondo dove tutti hanno il giusto, invece di uno dove mentre uno muore di indigestione, l’altro muore di fame.
Ma il provare ad attuare una vera uguaglianza, una vera equità è possibile solo se l’uomo viene rigenerato dallo Spirito di Dio. Solo coloro che hanno fatto propria la grazia di Gesù possono provarci con qualche speranza di successo, e solo perché conoscono quella grazia: “Infatti voi conoscete la grazia del nostro Signore Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché, mediante la sua povertà, voi poteste diventare ricchi.” (2 Corinzi 8:9).
Attenzione però anche ai cristiani di nome, che invece di condividere accumulano. L’ultima delle sette lettere alle sette chiese che troviamo nel libro dell’Apocalisse, ci racconta della chiesa nominale degli ultimi tempi, una chiesa che porta il nome di Cristo, ma che lo ha lasciato fuori dalla porta. Di lei viene detto: “Tu dici: ‘Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di niente!’ Tu non sai, invece, che sei infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo.” (Apocalisse 3:17).

Oggi, quando apri il rubinetto per bere, la doccia per lavarti, quando dai da bere ai fiori nel balcone, ringrazia Dio per tutta questa abbondanza e ricordati che per l’avidità di pochi, i molti stanno soffrendo dall’altra parte del mondo. Se puoi, fai qualcosa. Se vuoi, vai a Cristo, colui che si è fatto povero per farti ricco, e cerca di seguirne l’esempio e le indicazioni.