Guarire dalla pornografia (prima parte)

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Il lato oscuro della sessualitàIl problema della pornografia ha raggiunto, negli ultimi tempi, proporzioni gigantesche. La diffusione di Internet e la sua crescente pervasività nella vita quotidiana hanno determinato, nell’ultimo decennio, un’incremento esponenziale dell’accesso a materiale pornografico attraverso questo mezzo. Oggi l’industria pornografica mondiale conta ricavi maggiori di quanto raggiungano, combinate insieme, le più grandi aziende del settore tecnologico a livello mondiale (Microsoft, Google, Amazon, eBay, Yahoo!, Apple, Netflix e EarthLink).
Si stima che i siti internet contenenti materiale pornografico siano il 12% del totale, 4,2 milioni in termini assoluti, e che la percentuale degli utenti di Internet che fa uso di tale materiale sia pari al 42,7%.

Il dramma rappresentato dai dati si rende evidente soprattutto se si considera che l’età media a cui i ragazzini sono esposti a contenuti pornografici sul web è pari a 11-12 anni e che la percentuale di giovani tra gli 8 e i 16 anni che ha avuto accesso alla pornografia attraverso Internet raggiunge il 90%.
Purtroppo oggi il fenomeno della pornografia non si limita alla sola fruizione, ma si è pericolosamente esteso alla produzione e diffusione di materiale che ritrae gli stessi autori in atteggiamenti sessualmente espliciti; un comportamento che si sta tristemente diffondendo anche tra i più giovani.

Pubblichiamo di seguito la prima parte di una riflessione sul tema della pornografia, visto da un punto di vista biblico, con il proposito di aiutare ad arrivare ad un vero e proprio percorso di guarigione per coloro che ne sono tristemente coinvolti. L'autore è il dott. Marco Distort, da anni impegnato in tematiche relative alla famiglia e alla sessualità. L'articolo è tratto dalla rivista Ethos, 3 (2000).

La mente è il nostro organo sessuale più importante e dobbiamo averne cura per non cadere nella infida trappola della dipendenza da immagini pornografiche

 

Guarire dalla pornografia

 

L'attività sessuale ha sempre esercitato una forte attrazione sugli esseri umani. Fin dall'antichità possiamo infatti trovare esempi di rappresentazioni erotiche affrescate sulle pareti di qualche villa romana o su diverse anfore dell'antica Grecia. Molti secoli sono passati da allora. Oggi quelle raffigurazioni sbiadite ci fanno sorridere e le consideriamo quasi ingenue, proprio perché siamo circondati da una gran quantità di immagini erotiche.

La legislazione italiana nei confronti della pornografia è sufficientemente severa, ma purtroppo difetta in modo clamoroso nell'applicazione delle norme e delle sanzioni (oggi, diverse cose, nella legislazione, sono cambiate – N.d.T.). Il risultato è che in ogni edicola chiunque può «buttare l'occhio» su certe pubblicazioni. Attraverso un'ampia offerta di materiale pornografico esposto in bella vista, si crea un bisogno solleticando l'attrazione innata e la curiosità dell'individuo nei confronti del sesso. In genere sono i maschi a esserne attratti maggiormente.
In questo modo, ci stiamo lentamente abituando e non consideriamo più la pornografia come un problema.

 

Storie di schiavitù

Se sapessimo invece che cosa si nasconde dietro la moderna pornografia, non avremmo più tanta voglia di sorridere. Storie di dolore, di schiavitù morale e psicologica, di dipendenze, di alienazioni e turbe della sessualità e persino gravi crisi matrimoniali, nascoste all'interno di una lacerante sofferenza privata.
Ascoltando le testimonianze di molti giovani, salta subito agli occhi un elemento comune: il disagio con cui vivono la loro situazione. Molti provano una forte frustrazione e non sanno come uscirne, spesso perché non sanno con chi parlarne. Hanno paura di ammettere questa loro schiavitù privata e cercano di imparare a convivere con i sensi di colpa che la loro coscienza genera loro.

 

Il valore terapeutico del senso di colpa: un approccio fuori moda?

La cultura moderna ha imparato molto bene a nascondere i problemi morali. L'approccio della psicoterapia umanista è infatti quello di negare la colpa. In quest'ottica, viene suggerito di gestire le proprie pulsioni e i propri desideri considerandoli come la normale espressione di una sessualità che sta indagando le svariate possibilità di utilizzare il proprio corpo. Anche lo stile di vita omosessuale viene giustificato nello stesso modo.

... Ma la Parola di Dio dice molto chiaramente che «Dio ha creato l'uomo retto, ma gli uomini hanno cercato moli sotterfugi.» (Ecclesiaste 7:29)

Quando compiamo delle azioni che la nostra coscienza ci rimprovera, generalmente proviamo un certo disagio. Chiunque pensa di affermare che questo disagio svanisce quando si elimina il senso di colpa, trovando così una nuova liberta emotiva, è un folle!

Il senso di colpa è un segnale d'allarme che Dio, nella sua eterna saggezza, ci ha messo nel cuore e dovremmo essergliene grati, perché esso ci aiuta a discernere certi atti sulla base della morale. È la convinzione di peccato data dallo Spirito Santo (cfr. Giovanni 16:8).
Il disagio e il senso di colpa che un giovane prova quando indulge nella visione di materiale pornografico, culminando poi – nella maggioranza dei casi – nella masturbazione, sono gli elementi dai quali egli deve partire per liberarsi da questa schiavitù. Altro che sopprimerlo!
Un senso di colpa è negativo solo quando è ingiustificato, ma in questo caso non lo è. Esso è l'accorato appello della nostra coscienza che ci avvisa del rischio che corriamo intraprendendo questa strada scivolosa e infida.

 

La pornografia non è innocua come sembra

A volte pensiamo che quello che facciamo nel privato non abbia una diretta conseguenza sugli altri e perciò ci sentiamo sollevati da molte responsabilità morali. Il materiale erotico viene infatti utilizzato perlopiù di nascosto. Ma non ci rendiamo conto che la persona a cui stiamo facendo del male siamo proprio noi stessi.
La pornografia ha degli effetti sulla psiche umana che possono anche essere devastanti. Molti giovani confessano la loro totale dipendenza dalle immagini pornografiche e maledicono in cuor loro il giorno in cui hanno comprato la prima rivista. Altri, invece, raccontano che ne hanno fatto uso soltanto per un periodo limitato della loro vita e il potere di quelle immagini non li ha schiavizzati. Questo dimostra che non tutti reagiscono allo stesso modo di fronte a uno stimolo, ma nel caso della pornografia, purtroppo, sono in netta maggioranza quelli che ne vengono coinvolti in maniera duratura.

Per guarire da questa schiavitù, è importante identificare qual è il motivo che spinge a farne uso.

 

Marco Distort

(Pubblicazione originale: da "ETHOS" 3/2000)